giovedì 2 agosto 2012

Atto vandalico alla sede Legambiente di Imola

Strappata l'insegna dell'associazione nella vetrina dell'ufficio di via Galeati: evidentemente alcune delle battaglie portate avanti dall'associazione hanno dato fastidio a qualcuno

Nei giorni scorso è stata strappata l'insegna di Legambiente affissa nella vetrina dello sportello di via Galeati a Imola. Un piccolo atto vandalico evidentemente frutto del “fastidio” di qualcuno per la serie di iniziative realizzate dall'associazione ambientalista a Imola e Circondario.

Negli ultimi mesi - ha dichiarato Giulia Olivieri, Presidente del circolo Legambiente ImolaMedicina - ci siamo occupati di molti temi “caldi”, dalle stazioni ecologiche di Hera all'acqua pubblica, dai tagli ai servizi Ausl al rumore dell'autodromo, al PSC e alle nuove cementificazioni che si vorrebbero realizzare al Piratello, la Fucina, la via Emilia bis, la nuova uscita per la A14 tra Imola e Castel S.Pietro, per non parlare del tema delle biomasse: evidentemente abbiamo colpito nel segno e abbiamo “dato fastidio” a qualcuno che preferirebbe che di questi temi non si parlasse”.

Insomma, il tanto decantato “diverso modello di sviluppo” va scritto solo per scopi elettorali nelle carte d’intenti di qualche partito, per sostenere anche le tesi di incauti alleati di percorso: ...Imola docet!

In particolare sui temi dell'urbanistica, Legambiente ha realizzato anche una serie di video reportage, visibili sul sito dell'associazione www.legambientemedicina.it e sul canale Youtube www.youtube.com/cignoverdeoro in cui si denuncia l'inutile colata di cemento che si vorrebbe realizzare in città con il nuovo PSC. E poi ancora, Legambiente ha raccontato lo strano modo di promuovere la strada dei vini e dei sapori lungo la valle del Santerno, posizionando la relativa cartellonistica dietro ai cassonetti dei rifiuti, ed ha realizzato un video per raccontare la storia dei mulini e delle fontane pubbliche della vallata, un patrimonio storico e culturale che andrebbe promosso, valorizzato, fatto conoscere.

Non sapremmo dire quale di queste attività sia quella che ha dato più fastidio, scatenando l'atto vandalico o provocatorio – ha concluso Giulia Olivieri – di certo però è servito a confermare che stiamo facendo bene il nostro mestiere, che è quello di entrare nel vivo delle questioni che riguardano il territorio e la qualità della vita dei cittadini. Ci dispiace che questo abbia innervosito qualcuno, ma per noi è uno stimolo ancora più forte a continuare questo percorso. Nell'immediato sostituiremo l'insegna con una nuova, per il resto, invitiamo tutti i cittadini a collaborare con la nostra associazione, per potenziare le sue attività di tutela e valorizzazione del territorio in cui viviamo”.

sabato 9 giugno 2012

13 Giugno: Una Notte Dentro Porta


Legambiente organizza per Mercoledì 13 Giugno una visita serale all'antica Porta Galliera, eredità della terza e ultima cerchia di mura della città e testimone della battaglia dell'8 Agosto 1848.

Il programma, inizialmente previsto in occasione della “Notte Blu”, prevede una suggestiva visita al tramonto alla Porta seicentesca, con aperitivo in terrazzo allietato dalle musiche dei Folkomondo. La visita dura circa un'ora e darà la possibilità di "toccare con mano" questa storica porta di ingresso alla città, con visita al Parco Archeologico delle Mura e ai ruderi della “Rocca di Galliera”, la fortezza voluta dai Papi e distrutta per ben 5 volte dai bolognesi.

L'appuntamento è in Piazza XX Settembre alle ore 20. E' gradita la conferma della partecipazione inviando una mail all'indirizzo portagalliera@legambienteonline.it, oppure telefonando al numero 051-243080.

Nel canale video di Legambiente è disponibile un documentario sul progetto di Legambiente per riscoprire la Bologna Storica, realizzato da Alberto D'Agostino e Marco Faniello, oltre al "trailer" di presentazione di Porta Galliera e del parco archeologico e ad altri filmati.

L'iniziativa fa parte del progetto “L'acqua tra passato e futuro”, realizzato dai circoli Legambiente Setta Samoggia Reno, ImolaMedicina e Legambiente Turismo in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Bologna e con il Patrocinio del Comune di Bologna, e prevede una serie appuntamenti pubblici (conferenze, incontri, mostre fotografiche, visite guidate) sui temi legati all'acqua: fonte vitale per le attività umane, via di comunicazione, paesaggi ricchi di storia e natura. Un progetto che mira a recuperare la storia e le eredità dei territori della provincia di Bologna e soprattutto il legame tra uomo e risorsa idrica.

Nel canale video di Legambiente è disponibile un documentario sul progetto di Legambiente per riscoprire la Bologna Storica, realizzato da Alberto D'Agostino e Marco Faniello, oltre al "trailer" di presentazione di Porta Galliera, del parco archeologico e altri filmati.

Per maggiori informazioni sulle attività svolte e in programma, le gallerie fotografiche e le mappe dei censimenti in corso di svolgimento: www.legambienteonline.it


mercoledì 30 maggio 2012

Terremoto: "Una notte dentro porta" rinviata a metà giugno

TERREMOTO: “UNA NOTTE DENTRO PORTA” RINVIATA A META' GIUGNO

In considerazione del nuovo evento sismico che ieri ha colpito duramente l'Emilia, Legambiente Turismo ha deciso di rinviare a metà Giugno l'iniziativa “Una notte dentro porta, visita serale all'antica Porta Galliera”, previsto per domani, Giovedì 31 Maggio a Bologna.

La data precisa del nuovo evento sarà comunicata appena possibile.

Nel frattempo sono moltissime le iniziative di solidarietà (raccolta fondi, viveri e generi di prima necessità) da parte di istituzioni e associazioni nei confronti delle popolazioni colpite.

È inoltre possibile donare 2 euro inviando un sms al numero 45500 della Protezione Civile.

venerdì 18 maggio 2012

Una serata per raccontare la storia delle bonifiche della bassa bolognese

Martedì 22 Maggio a Medicina, una serata per raccontare la storia del territorio della "Bassa Bolognese", dalle bonifiche al patrimonio naturale, storico e architettonico, un incontro pubblico per la valorizzazione del territorio e del legame tra uomo e risorsa idrica alla presenza di amministratori, esperti di storia locale e tecnici del consorzio di Bonifica.

Fino ai primi del Novecento gran parte della pianura bolognese era un grande acquitrino malsano e improduttivo, infestato dalla malaria. Causa di questa secolare maledizione era il fiume Reno, caratterizzato da piene rovinose, che minacciavano diversi centri del Bolognese. Molinella, collocata 13 metri sotto l'argine del fiume, veniva matematicamente allagata in caso di tracimazione. Budrio e Medicina erano nel raggio a rischio dell'Idice e del Santerno.

La scienza idraulica nasce alla fine dell'Ottocento, la Bonifica Renana nel 1909 per la sistemazione idrica del territorio e per il riscatto dalle paludi dei terreni della Bassa bolognese in destra Reno. La grande opera inizia nel 1914 e termina nel 1925: per l'inaugurazione dell'impianto di Saiarino arriva il re d'Italia, Vittorio Emanuele III.

Oggi l'impianto di Saiarino - 6 pompe idrovore per una portata totale di 56 metri cubo/secondo - al servizio di un comprensorio di circa 20.000 ettari in sinistra Idice garantisce la difesa della Bassa pianura bolognese (in particolare i territori di Molinella, Baricella, Minerbio, Malalbergo) dalle alluvioni e rappresenta anche un'oasi ecologica di straordinario valore ambientale.

Legambiente ImolaMedicina organizza una serata pubblica Martedì 22 Maggio alle 21 presso la sala Auditorium di Medicina in via Pillio 1 per raccontare la storia delle bonifiche e delle trasformazioni del territorio della "bassa" alla presenza di Valeria Ventura, Assessore all’Ambiente e all’Agricoltura del Comune di Medicina, Franco Sangiorgi, ex Presidente Cooperativa Lavoratori della Terra di Medicina, Alessandra Furlani, agronoma e responsabile comunicazione del Consorzio Bonifica Renana e Francesca Dallabetta, direttore area tecnica del Consorzio Bonifica Renana.

La serata fa parte del progetto "L'acqua tra passato e futuro", realizzato dai circoli LegambienteSettaSamoggia Reno, ImolaMedicina e Legambiente Turismo con il Patrocinio del Comune di Bologna che prevede una serie appuntamenti pubblici (conferenze, incontri, mostre fotografiche, visite guidate) sui temi legati all'acqua: fonte vitale per le attività umane, via di comunicazione, paesaggi ricchi di storia e natura. Un progetto che mira a recuperare la storia e le eredità dei territori della provincia di Bologna e soprattutto il legame tra uomo e risorsa idrica. Nelle prossime settimane infatti verranno realizzate una serie di escursioni alla scoperta del sistema di regimazione delle acque della bassa bolognese, al patrimonio storico e architettonico dell'area e alle oasi naturali sorte nei territori vallivi.

Per maggiori informazioni sulle attività svolte e in programma, le gallerie fotografiche, i video reportage e le mappe dei censimenti in corso di svolgimento: www.legambienteonline.it

giovedì 17 maggio 2012

Dalle piante preistoriche alla produzione di seta

I volontari di Legambiente al lavoro per censire le specie arboree del canale Navile, dagli esemplari di Equisetum, piante preistoriche già presente nel devoniano, ai gelsi, testimoni della storia della lavorazione della seta a Bologna: le attività proseguono con le escursioni del 19 e 26 maggio.

Continuano le attività di Legambiente all'interno del progetto "L'acqua tra passato e futuro" realizzato dai circoli SettaSamoggiaReno, ImolaMedicina e Turismo alla scoperta del territorio della provincia di Bologna, dalla Chiusa di Casalecchio ai territori della bonifica.

In questi giorni i volontari dell'associazione sono al lavoro per censire e fotografare le varie specie arboree che sorgono lungo il canale Navile, che rappresenta un grande serbatoio di biodiversità. Gli esemplari presenti infatti spaziano dall'Equisetum (o coda cavallina), pianta preistorica, di cui si trovano già tracce le devoniano (circa 350 milioni di anni fa), fino ai più recenti gelsi, oggi rinomati soprattutto per le more da cui si trae una dolce marmellata, ma un tempo diffusissimi nella campagna bolognese in quanto le foglie erano utilizzate per l'alimentazione dei bachi da seta.

Sono già oltre 100 gli alberi catalogati da Legambiente, con oltre 1000 foto già visibili nella galleria fotografica di www.legambienteonline.it e su di una mappa digitale su cui man mano si sta componendo il quadro delle specie arboree visibili lungo il canale, dalle farnie agli aceri, dalle robinie agli alberi di Giuda, dai mirabolani ai salici, e poi ancora carpini, ontani, sambuco, rosa canina, paulonia.

Il patrimonio già censito sarà inoltre "raccontato" dai volontari di Legambiente Sabato 19 e 26 maggio durante le escursioni rivolte a turisti e cittadini alla scoperta della storia e delle specie arboree del canale Navile: grazie alla collaborazione con il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna, sarà possibile effettuare una visita guidata gratuita all'interno del museo per scoprire la storia idraulica di Bologna, strettamente collegata al primo sviluppo industriale della città, ed in particolare alla lavorazione della seta, per poi proseguire all'esterno, per un'escursione alla scoperta dei manufatti idraulici ancora presenti, le tracce della storia industriale di Bologna (fornaci, cartiere, centrali idroelettriche) oltre alla fauna e alle flora che sorge lungo il canale. 

L'appuntamento è alle 10:00 al Museo del Patrimonio Industriale (via della Beverara 123, nei pressi del sostegno del Battiferro).

Le visite guidate sono gratuite, dato il numero di posti limitato è necessaria la prenotazione, contattando Legambiente Turismo al numero 051-243080 o all'indirizzo mail: portagalliera@legambienteonline.it

Per maggiori informazioni sulle attività svolte e in programma, le gallerie fotografiche, i video reportage e le mappe dei censimenti in corso di svolgimento: www.legambienteonline.it

venerdì 27 aprile 2012

Censimento degli alberi del canale Navile

Proseguono le iniziative di Legambiente SettaSamoggiaReno, ImolaMedicina e Turismo: domani appuntamento al parco di Villa Angeletti per proseguire con il censimento delle specie arboree

Legambiente sta realizzando un censimento delle specie arboree del canale Navile, dal Parco di Villa Angeletti fino al Ponte della Bionda.

Importante via di comunicazione fino alla metà del secolo scorso, il canale rappresenta una “linea verde”, una riserva di biodiversità facilmente accessibile. L'attività dei volontari riguarda l'identificazione e censimento delle specie arboree di maggior interesse lungo il percorso del canale: di ogni pianta verrà redatta una scheda con foto e informazioni principali (specie, dimensioni, età presunta ecc.).

Tutti i cittadini interessati a partecipare all'attività di censimento possono contattare Legambiente all'indirizzo portagalliera@legambienteonline.it. L'attività rappresenta inoltre una "lezione dal vivo" per imparare a riconoscere gli alberi dalle foglie, dalla corteccia, e da altre caratteristiche fisiche, perciò non è indispensabile avere conoscenze specifiche per poter partecipare alle uscite sul campo. Per gli studenti universitari interessati è inoltre possibile farsi riconosce l'attività come tirocinio curriculare o formativo. Il prossimo appuntamento è domani pomeriggio alle 14 all'ingresso del Parco di Villa Angeletti, nei pressi della stazione ferroviaria.

Le schede degli alberi già censiti sono visibili su di una mappa digitale (per una visione migliore, è consigliabile passare alla visualizzazione "satellite").

Il censimento fa parte di un ciclo di iniziative realizzate dai circoli Legambiente Setta Samoggia Reno, ImolaMedicina e Legambiente Turismo che prevede una serie appuntamenti pubblici (conferenze, incontri, mostre fotografiche, visite guidate) sui temi legati all'acqua: fonte vitale per le attività umane, via di comunicazione, paesaggi ricchi di storia e natura. Un progetto che mira a recuperare la storia e le eredità dei territori della provincia di Bologna e soprattutto il legame tra uomo e risorsa idrica.

Riscoprire la storia, recuperare l'identità dei luoghi, è infatti un ottimo strumento per coinvolgere i cittadini nel ripensamento dei territori in cui vivono, per renderli più vivibili e partecipati. Con questo progetto Legambiente intende proseguire l'azione intrapresa negli ultimi anni, con la realizzazione di materiali informativi, visite guidate, mostre e altre iniziative di valorizzazione che facciano scoprire, o meglio riscoprire, a turisti e cittadini l'immenso patrimonio storico/culturale/naturalistico rappresentato dalle vie d'acqua e dai manufatti idraulici.

Per informazioni: www.legambienteonline.it l'intero set fotografico delle attività già svolte è visibile nella galleria fotografica del sito.

giovedì 19 aprile 2012

Continua il successo degli appuntamenti con Legambiente a Porta Galliera

Oltre 300 presenze al corso di formazione storico naturalistica organizzato a Bologna da Legambiente Setta Samoggia Reno, ImolaMedicina e Turismo giunto al sesto appuntamento.

Proseguono le lezioni del corso di formazione storico naturalistica organizzato a Bologna dai circoli Legambiente Setta Samoggia Reno, ImolaMedicina e Legambiente Turismo in collaborazione con Volabo e il Museo del Patrimonio Industriale e con il patrocinio del Comune di Bologna.

Anche ieri sera il corso, ormai giunto al sesto appuntamento, ha visto riempirsi la sala “Antonio Cederna” di Porta Galliera, in Piazza XX Settembre 7 a Bologna di volontari e semplici cittadini interessati conoscere il territorio della provincia di Bologna e le sue caratteristiche ambientali.

Le lezioni alla scoperta del territorio della provincia di Bologna, che hanno già registrato oltre 300 presenze, proseguiranno ogni mercoledì sera fino a Giugno: dai paesaggi montani, alla storia delle città, la flora, la fauna, le vie di comunicazione, i manufatti idraulici (acquedotti, chiuse, mulini e canali). Seguiranno poi le escursioni direttamente “sul campo”.

Il corso fa parte di un ciclo di iniziative realizzate dai circoli Legambiente Setta Samoggia Reno, ImolaMedicina e Legambiente Turismo che prevede una serie appuntamenti pubblici (conferenze, incontri, mostre fotografiche, visite guidate) sui temi legati all'acqua: fonte vitale per le attività umane, via di comunicazione, paesaggi ricchi di storia e natura. Un progetto che mira a recuperare la storia e le eredità dei territori della provincia di Bologna e soprattutto il legame tra uomo e risorsa idrica.

Riscoprire la storia, recuperare l'identità dei luoghi, è infatti un ottimo strumento per coinvolgere i cittadini nel ripensamento dei territori in cui vivono, per renderli più vivibili e partecipati. Con questo progetto Legambiente intende proseguire l'azione intrapresa negli ultimi anni, con la realizzazione di materiali informativi, visite guidate, mostre e altre iniziative di valorizzazione che facciano scoprire, o meglio riscoprire, a turisti e cittadini l'immenso patrimonio storico/culturale/naturalistico rappresentato dalle vie d'acqua e dai manufatti idraulici.

Per informazioni: www.legambienteonline.it l'intero set fotografico delle serate è visibile nella galleria fotografica del sito.

mercoledì 28 marzo 2012

Gli abitanti degli appennini, quarto appuntamento a Porta Galliera con "l'Acqua tra passato e futuro"

Dopo il tutto esaurito delle prime 3 serate, proseguono le lezioni del corso di formazione storico naturalistica organizzato a Bologna dai circoli Legambiente Setta Samoggia Reno, ImolaMedicina e Legambiente Turismo in collaborazione con Volabo e il Museo del Patrimonio Industriale e con il patrocinio del Comune di Bologna.

Nella quarta lezione, mercoledì 28 marzo alle 18:30 a Porta Galliera in Piazza XX Settembre 7 a Bologna si parlerà della fauna della provincia di Bologna: da quella autoctona a quella migrata nel nostro territorio e principi di comportamento corretto nei confronti degli animali.

Le lezioni alla scoperta del territorio della provincia di Bologna proseguiranno ogni mercoledì sera fino a Giugno: dai paesaggi montani, alla storia delle città, la flora, la fauna, le vie di comunicazione, i manufatti idraulici (acquedotti, chiuse, mulini e canali). Seguiranno poi le escursioni direttamente “sul campo”.

Il corso fa parte di un ciclo di iniziative realizzate dai circoli Legambiente Setta Samoggia Reno, ImolaMedicina e Legambiente Turismo che prevede una serie appuntamenti pubblici (conferenze, incontri, mostre fotografiche, visite guidate) sui temi legati all'acqua: fonte vitale per le attività umane, via di comunicazione, paesaggi ricchi di storia e natura. Un progetto che mira a recuperare la storia e le eredità dei territori della provincia di Bologna e soprattutto il legame tra uomo e risorsa idrica.

Riscoprire la storia, recuperare l'identità dei luoghi, è infatti un ottimo strumento per coinvolgere i cittadini nel ripensamento dei territori in cui vivono, per renderli più vivibili e partecipati.

Con questo progetto Legambiente intende proseguire l'azione intrapresa negli ultimi anni, con la realizzazione di materiali informativi, visite guidate, mostre e altre iniziative di valorizzazione che facciano scoprire, o meglio riscoprire, a turisti e cittadini l'immenso patrimonio storico, culturale e naturalistico rappresentato dalle vie d'acqua e dai manufatti idraulici.

Per informazioni: www.legambienteonline.it l'intero set fotografico delle serate è visibile nella galleria fotografica del sito

giovedì 15 marzo 2012

Legambiente presenta a Imola "The Cove"

Dopo il successo della proiezione di Food Inc, che ha letteralmente riempito la sala, prosegue a Imola l'appuntamento con l'Environment Film Festival, la rassegna di film a tema ambientale organizzata da Legambiente ImolaMedicina presso AICS, in Via Galeati 6.

Martedì 20 Marzo alle 21 verrà proiettato “The Cove”, un film denuncia, vincitore del premio oscar 2010 per i documentari, che svela cosa si cela dietro ai parchi acquatici e alla caccia ai cetacei.

Chi non ha mai sperato, a bordo di un traghetto, di veder emergere dal mare una coppia di delfini? Chi non si è entusiasmato a vederli nelle piscine di un delfinario? Chi conosce veramente la vita di un delfino? A quest'ultima domanda, da oggi, sapremo dare una risposta che ci renderà senz'altro più tristi.

Un eco-film che svela il motivo per cui forse, dal traghetto, avvistiamo di rado questi splendidi cetacei perché finiscono ad esibirsi in piscine di parchi acquatici. The Cove è stata ribattezzata una laguna sulle coste di Taiji, un parco nazionale che si trova in Giappone, un luogo paradisiaco dove però accade qualcosa di agghiacciante. Qui, per sei mesi all'anno, da aprile a settembre, si danno appuntamento i cacciatori di cetacei riuscendo ad accaparrarsi ben 23 mila delfini. Pesca illegale? In realtà sì, anche se a consentirla è l'assurda legislazione della International Whaling Commission. Qui arrivano, qui li catturano per portarli in Occidente, molto spesso in vasche o megapiscine per farli esibire, oppure li macellano, per venderne la carne sui mercati giapponesi e non solo.

Il documentario nasce dall'interesse di
Ric O'Barry, addestratore di delfini, tra cui il celebre Flipper televisivo degli anni '60. In seguito alla vita a contatto con i delfini, Ric si è reso conto di ciò che si celava dietro al business della cattura dei delfini ed è perciò diventato uno dei più strenui difensori della necessità di tutelare questi mammiferi, lasciandoli liberi di nuotare nell'oceano. Quello di Louie Psihoyos, famoso fotografo, è un film importante, ben girato, incalzante, emozionante, struggente e illuminante sulla stupidità umana, che di certo non lascerà indifferente nessuno.

Il film è in realtà una sorta di “spy story”, soprattutto per le rigide misure di sicurezza che impediscono di documentare la caccia ai delfini. Soltanto alcuni ecologisti, ribattezzati “gli Ocean's eleven”, che poi sarebbe il team costituito dal regista, hanno trovato il modo, attraverso strategici appostamenti, di scoprire cosa accade nel terribile covo così da renderne testimonianza.

venerdì 9 marzo 2012

Ogm, sicurezza alimentare, cibo sano: Legambiente presenta a Imola il documentario “Food inc” sul sistema agroalimentare

Prosegue a Imola l'appuntamento con l'Environment Film Festival, la rassegna di film a tema ambientale organizzata da Legambiente ImolaMedicina presso AICS, in Via Galeati 6.

Martedì 13 Marzo alle 21 verrà proiettato il documentario “Food Inc” in cui il filmaker Robert Kenner solleva il velo sull'industria agroalimentare americana, evidenziando un mondo altamente meccanizzato che è stato finora tenuto nascosto ai consumatori. La catena agroalimentare è controllata da una manciata di aziende che spesso pensano più al profitto che alla salute dei cittadini, alle condizioni di vita degli agricoltori, alla sicurezza dei lavoratori o all'ambiente.

Il documentario presenta interviste a esperti come Eric Schlosser (giornalista investigativo, autore di “Fast Food Nation”), Michael Pollan (autore del libro “Il dilemma dell'onnivoro. Cosa si nasconde dietro quello che mangiamo”) assieme a imprenditori e agricoltori che hanno a cuore la salute dell'ecosistema come il produttore biologico Gary Hirshberg e l'agricoltore/conferenziere Joel Salatin della fattoria Polyface Farms. Il documentario mostra come vengono prodotti polli più grandi e in meno tempo, costolette di maiale “perfette”, semi di soia resistenti agli erbicidi, pomodori che non vanno a male, ma anche infezioni da batteri che colpiscono ogni anno decine di migliaia di consumatori, viene utilizzata manodopera immigrata (spesso irregolare) in condizioni lavorative disumane, senza tutela sanitaria e sindacale. Aumenta esponenzialmente il numero di persone obese, soprattutto tra i bambini, e nuovi casi di diabete si diffondono a livelli epidemici. Vengono addirittura approvate leggi che rendono illegale criticare il cibo prodotto in maniera industriale, rendendo sempre più difficile raccontare i problemi per la salute dei consumatori americani causati dal cibo, e sono fortissime le pressioni delle lobby agroindustriali per bloccare i regolamenti che impongono di indicare in etichetta la provenienza dei cibi, la presenza di ogm, ormoni, additivi.

Viene però evidenziato come sia possibile un modello agroindustriale diverso, attento all'ecosistema, più rispettoso delle risorse e delle persone, e soprattutto più salutare. E viene spiegato il grande potere che hanno i consumatori per chiedere cibo buono: ognuno può “votare” per avere un cibo salutare, ogni volta che fa la spesa.

Food Inc, svela realtà sorprendenti sul sistema agroalimentare americano, ma anche i rischi che tale modello rappresenta per noi, perché quel modello produttivo che si è affermato negli Stati Uniti, anche da noi è “dietro l'angolo”, e forse anche più vicino. Un documentario “di avvertimento” sui rischi per la salute e per l'intero ecosistema e sulla necessità invece di puntare sulle produzioni tipiche, sui prodotti locali, sul rispetto per i consumatori, gli animali e l'ecosistema.

giovedì 8 marzo 2012

Tutto esaurito a Porta Galliera per la prima serata con "l'acqua tra passato e futuro"

Tutto esaurito alla prima serata del corso di formazione storico naturalistica organizzata a Bologna dai circoli Legambiente Setta Samoggia Reno, ImolaMedicina e Legambiente Turismo in collaborazione con Volabo e il Museo del Patrimonio Industriale e con il patrocinio del Comune di Bologna.

La prima lezione tenuta da Michela Bergamini sul ciclo dell'acqua ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e attento, che ha “impegnato” per quasi 3 ore la docente con molte domande sul percorso dell'acqua dolce, dai potabilizzatori ai sistemi di depurazione, dalle normative ai consigli su un corretto uso dell'acqua potabile.

Le lezioni alla scoperta del territorio della provincia di Bologna proseguiranno ogni mercoledì sera fino a Giugno: dai paesaggi montani, alla storia delle città, la flora, la fauna, le vie di comunicazione, i manufatti idraulici (acquedotti, chiuse, mulini e canali). Seguiranno poi le escursioni direttamente “sul campo”.

Il corso fa parte di un ciclo di iniziative realizzate dai circoli Legambiente Setta Samoggia Reno, ImolaMedicina e Legambiente Turismo che prevede una serie appuntamenti pubblici (conferenze, incontri, mostre fotografiche, visite guidate) sui temi legati all'acqua: fonte vitale per le attività umane, via di comunicazione, paesaggi ricchi di storia e natura. Un progetto che mira a recuperare la storia e le eredità dei territori della provincia di Bologna e soprattutto il legame tra uomo e risorsa idrica.

Riscoprire la storia, recuperare l'identità dei luoghi, è infatti un ottimo strumento per coinvolgere i cittadini nel ripensamento dei territori in cui vivono, per renderli più vivibili e partecipati. Con questo progetto Legambiente intende proseguire l'azione intrapresa negli ultimi anni, con la realizzazione di materiali informativi, visite guidate, mostre e altre iniziative di valorizzazione che facciano scoprire, o meglio riscoprire, a turisti e cittadini l'immenso patrimonio storico/culturale/naturalistico rappresentato dalle vie d'acqua e dai manufatti idraulici.

Per informazioni: www.legambienteonline.it alcune delle fotografie della serata sono visibili nella galleria fotografica del sito.

lunedì 27 febbraio 2012

Legambiente lancia il censimento delle fontane pubbliche della bassa bolognese

I volontari stanno fotografando e censendo le fontane pubbliche del territorio, funzionanti e non, per recuperare l'idea dei punti d'acqua come luogo di aggregazione e di sensibilizzazione sul tema del consumo e invitano i cittadini a collaborare inviando segnalazioni e racconti.

I volontari del circolo Legambiente Imola Medicina stanno realizzando in questi giorni un censimento delle fontane pubbliche nel territorio della bassa bolognese. Negli ultimi anni si è infatti diffusa in numerose città (piccole e grandi) l'idea di (ri)-installare punti d’acqua nei principali luoghi pubblici, soprattutto grazie all'impegno di diverse associazioni di cittadini per rieleggere la funzione della fontanella a patrimonio da salvaguardare e come diritto di tutti, per riscattarla dal non uso e rivestirla della sua dignità storica ed estetica.

Scopo dell'azione è perciò recuperare l'idea dei punti d'acqua come luogo di aggregazione e di sensibilizzazione sul tema del consumo, facendo coincidere l'immagine della fontanella con quella di una società attenta alla gestione quotidiana delle risorse.

Per ogni fontana viene realizzata una breve scheda con una fotografia che documenta lo stato di conservazione e alcune informazioni principali: l'ubicazione, se si tratta di una fontana decorativa oppure destinata a fornire acqua potabile, o ancora un vecchio lavatoio, se è funzionante e come (a getto continuo o con un rubinetto in modo da non sprecare acqua), in che anno è stata costruita (quando è possibile risalire all'anno).

I volontari sono già al lavoro da alcune settimane per censire e fotografare le fontane, ma per questa azione è importante la collaborazione dei cittadini: chiunque voglia partecipare, inviando foto e schede all'indirizzo mail: legambiente.fontane@gmail.com


Ma soprattutto vorremmo ricevere racconti sulle fontane, storie legate ad ogni particolare fontana che diano il senso del suo ruolo e della sua storia. Tutto il materiale andrà poi a comporre una mostra fotografica itinerante che sarà esposta nei vari comuni della bassa bolognese nei prossimi mesi.

L'iniziativa fa parte di un ciclo di iniziative realizzate dai circoli Legambiente Setta Samoggia Reno, Imola Medicina e Legambiente Turismo in collaborazione con Volabo e il Museo del Patrimonio Industriale e con il patrocinio del Comune di Bologna nell'ambito progetto "L'acqua tra passato e futuro" che prevede una serie di iniziative pubbliche (conferenze, incontri, mostre fotografiche, visite guidate) sui temi legati all'acqua: fonte vitale per le attività umane, via di comunicazione, paesaggi ricchi di storia e natura. Un progetto che mira a recuperare la storia e le eredità dei territori della provincia di Bologna e soprattutto il legame tra uomo e risorsa idrica. Per informazioni: www.legambienteonline.it

L'ufficio stampa
(348-3697503)

venerdì 24 febbraio 2012

Environment Film Festival a Imola (BO)

Dal 6 Marzo ogni martedì sera alle 21 presso AICS, 1° Piano Sala Cooperativa Andrea Costa, Via Paolo Galeati 6, ingresso gratuito 

Il circolo di Legambiente ImolaMedicina organizza a partire dal 6 marzo una rassegna di documentari a tema ambientale a Imola. L'appuntamento è ogni martedì del mese alle 21.

Martedì 6 marzo verrà proiettato “The Age of Stupid” che illustra i cambiamenti climatici di cui cominciamo in questi anni a vedere gli effetti. Il film è un ibrido che comprende documentario, parti recitate e di animazione. Pete Postlethwaite impersona un archivista del 2055 che custodisce l'intero sapere del mondo, dalle opere d'arte ai contenuti multimediali. L'archivista scorre svariati videodocumenti del passato (interviste e documenti reali del nostro presente) che fanno presagire gli effetti del riscaldamento globale evocando un messaggio: "che stupidi siamo stati quando potevamo ancora fare qualcosa". Un documentario, ma anche una favola di avvertimento sulle iniziative che è necessario intraprendere ora per fermare i cambiamenti climatici già in atto.

Il 13 marzo sarà la volta di “Food Inc.” che racconta l'attuale metodo di produzione industrializzata di cibo, legato in gran parte alla crescita dell'industria del fast food. La produzione di alimenti è controllata principalmente da una manciata di società multinazionali. Il business internazionale di produzione alimentare ha come obiettivo la produzione di grandi quantità di cibo a basso costo. Salute e sicurezza sono spesso trascurati dalle società e sono spesso trascurati dal governo, nel tentativo di fornire cibo a buon mercato a prescindere dagli effetti negativi. 

Seguirà il 20 marzo “The cove”, un documentario di denuncia delle pratiche illegali e ben poco trasparenti della caccia ai delfini. Un eco-film che svela il motivo per cui forse avvistiamo sempre più di rado questi splendidi cetacei. “The cove” è stata ribattezzata una laguna sulle coste di Taiji, un parco nazionale in Giappone, un luogo paradisiaco dove però accade qualcosa di agghiacciante. Qui, per sei mesi all'anno, si danno appuntamento i cacciatori di cetacei. Pesca illegale? In realtà sì, anche se a consentirla è l'assurda legislazione della International Whaling Commission. 

A conclusione del ciclo di proiezioni, il 27 marzo verrà presentato “Terramacchina” prodotto dal CIREA dell'Università di Parma nell'ambito del progetto “Echi di in/sostenibilità il territorio si racconta”. Terramacchina è un viaggio al centro della food valley italiana. Attraverso immagini e testimonianze vengono portati all'attenzione dello spettatore esempi di utilizzo del territorio e delle sue risorse, per promuovere una cultura della responsabilità nella loro gestione.

domenica 22 gennaio 2012

Piccoli boschi crescono

Fino  alla seconda guerra mondiale, Fusignano (in provincia di Ravenna) era conosciuta soprattutto per il suo grande bosco, un parco nobiliare di circa 30 ettari che sorgeva alle spalle del "Castello", il palazzo dei Marchesi Calcagnini.

Il Bosco storico, distrutto definitivamente dopo la fine della seconda guerra mondiale, è però ben presente nella memoria dei cittadini Fusignanesi. Questi, soprattutto i più anziani o coloro che si interessano delle vicende antiche del loro territorio, lo ricordano per motivi diversi. Chi lo associa alla presenza dei Marchesi Calcagnini d’Este che con il loro palazzo e l’annesso Giardino contribuivano a caratterizzare in maniera apprezzabile la cittadina stessa. Non a caso, sia l’edificio che diversi scorci del Parco - Giardino venivano citati con orgoglio e ricorrevano in numerose cartoline; qualcuna delle quali ancora reperibili nelle raccolte più accurate. C’è anche chi lo ricorda perché durante il periodo bellico il legname fornito dai suoi alberi costituiva una fonte di sopravvivenza e di sostentamento. 

Alcuni anni fa, Legambiente, con l’ausilio del WWF di Ravenna e dello studio di architettura Arc Lab, nel quadro della sua iniziativa tesa ad esaltare i valori culturali, e l’Amministrazione Comunale guidata dai ricordi e dall’amore della sua gente verso questo pezzetto di storia del paese hanno unito le loro forze nel progetto di ricostituzione di un bosco nel territorio di Fusignano, realizzando un'area di riequilibrio ecologico di circa un ettaro in prossimità del Canale dei Mulini con 1200 alberi e 2300 arbusti che nel corso degli anni ha assunto le caratteristiche di un vero e proprio bosco, sebbene molto più piccolo di quello originale...

Magari prossimamente faremo un reportage anche sul bosco di Fusignano, ma oggi vogliamo parlarvi di un  "altro" bosco, quello storico... 

Esiste infatti ancora a Fusignano, nei pressi del Bar Giardino, una delle piante originarie del bosco, un'acacia spinosa (o spino di giuda, o  Gleditsia triacantos per i precisini) che ha più di 100 anni di vita.

Alcuni  giorni fa, la pianta si presentava con numerosi baccelli, pronti a dar vita a nuove piante... ne abbiamo raccolto uno e lo abbiamo piantanto...  risultato? Beh, per ora eccolo qui... Un altro piccolo pezzo di bosco storico che si perpetua... (incrociate le dita!). Se passate da quelle parti, raccogliete anche voi un baccello  e piantatelo (dopo averlo tenuto a bagno in acqua tiepida per un paio di giorni) 

P.S. L'acacia spinosa può riprodursi anche per talea... in pratica significa tagliare un rametto e piantarlo... (ovviamente sarebbe stato un delitto mettersi a tagliare un rametto da una pianta storica, abbiamo  preferito raccogliere un baccello). La cosa particolare nella riproduzione per talea è che mentre la pianta nata dai semi è una pianta  nuova, quella che si sviluppa per talea è geneticamente identica a quella originaria, sostanzialmente una sorta di clone, comprese eventuali malattie, acciacchi dovuti all'età ecc, ecc.