Dopo il successo della proiezione di Food Inc, che ha letteralmente riempito la sala, prosegue a Imola l'appuntamento con l'Environment Film Festival, la rassegna di film a tema ambientale organizzata da Legambiente ImolaMedicina presso AICS, in Via Galeati 6.
Martedì 20 Marzo alle 21 verrà proiettato “The Cove”, un film denuncia, vincitore del premio oscar 2010 per i documentari, che svela cosa si cela dietro ai parchi acquatici e alla caccia ai cetacei.
Chi non ha mai sperato, a bordo di un traghetto, di veder emergere dal mare una coppia di delfini? Chi non si è entusiasmato a vederli nelle piscine di un delfinario? Chi conosce veramente la vita di un delfino? A quest'ultima domanda, da oggi, sapremo dare una risposta che ci renderà senz'altro più tristi.
Un eco-film che svela il motivo per cui forse, dal traghetto, avvistiamo di rado questi splendidi cetacei perché finiscono ad esibirsi in piscine di parchi acquatici. The Cove è stata ribattezzata una laguna sulle coste di Taiji, un parco nazionale che si trova in Giappone, un luogo paradisiaco dove però accade qualcosa di agghiacciante. Qui, per sei mesi all'anno, da aprile a settembre, si danno appuntamento i cacciatori di cetacei riuscendo ad accaparrarsi ben 23 mila delfini. Pesca illegale? In realtà sì, anche se a consentirla è l'assurda legislazione della International Whaling Commission. Qui arrivano, qui li catturano per portarli in Occidente, molto spesso in vasche o megapiscine per farli esibire, oppure li macellano, per venderne la carne sui mercati giapponesi e non solo.
Il documentario nasce dall'interesse di Ric O'Barry, addestratore di delfini, tra cui il celebre Flipper televisivo degli anni '60. In seguito alla vita a contatto con i delfini, Ric si è reso conto di ciò che si celava dietro al business della cattura dei delfini ed è perciò diventato uno dei più strenui difensori della necessità di tutelare questi mammiferi, lasciandoli liberi di nuotare nell'oceano. Quello di Louie Psihoyos, famoso fotografo, è un film importante, ben girato, incalzante, emozionante, struggente e illuminante sulla stupidità umana, che di certo non lascerà indifferente nessuno.
Il film è in realtà una sorta di “spy story”, soprattutto per le rigide misure di sicurezza che impediscono di documentare la caccia ai delfini. Soltanto alcuni ecologisti, ribattezzati “gli Ocean's eleven”, che poi sarebbe il team costituito dal regista, hanno trovato il modo, attraverso strategici appostamenti, di scoprire cosa accade nel terribile covo così da renderne testimonianza.

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